o PIEMONTE MOVIE | Edizione 2004
Cineborgate Piemonte Movie
Via Real Collegio 6
10024 MONCALIERI (TO)
piemontemovie@tiscali.it
I film di Cineborgate 2004. Prima edizione.

L'ULTIMO SAMURAI
Titolo originale: The Last Samurai
Produzione: USA / Nuova Zelanda / Giappone
Anno 2003
Regia: Edward Zwick
Interpreti: Billy Connolly, Chad Lindberg, William Atherton, Ken Watanabe, Tom Cruise
Genere: Avventura
Durata 153’


Il giovane imperatore del Giappone affida al capitano Nathan Algren il compito di istruire un nuovo esercito di leva che si affianchi ai Samurai, la dinastia di guerrieri che ha consacrato la vita al servizio del paese. Ma quando i consiglieri dell’imperatore tentano di eliminare i Samurai per aprire la strada a un governo più occidentalizzato e quindi più aperto al commercio, lo stesso Algren si ritrova inaspettatamente affascinato e influenzato dalle loro convinzioni che gli ricordano l’uomo che era un tempo.

Da un’ottica occidentale, si capisce il fascino esercitato dai samurai e quindi si perdonano certe licenze retoriche, certo più vicine al Patriota con Mel Gibson che non alla vibrante essenzialità de L’ultimo dei Mohicani di Michael Mann, che pure poteva funzionare da modello alto. Invece Edward Zwick, modesto illustratore, sceglie la via più semplice anche nelle sequenze di battaglia, come ad esempio il massiccio e non sempre necessario ricorso al ralenti: la prima entrata in scena dei samurai è in slow motion e attraverso un oleografico carosello di luci e nebbie, con buona pace di Kurosawa. A parte qualche bella sequenza (la sfida con il bokken tra Algren e il bambino e lo scontro con i ninja) la cosa migliore è Tom Cruise. Data l’intensità con cui affronta la parte, si capisce bene che quello del soldato-samurai non è un ruolo come un altro, e la sua passione “fisica” alla fine suggestiona tutto il film.


IL BANDITO
Produzione: Italia
Anno 1946
Regia: Alberto Lattuada
Interpreti: Amedeo Nazzari, Anna Magnani, Carla Del Poggio, Carlo Campanini
Genere: Drammatico
Durata 87’



Tornato dalla prigionia in Germania, il giovane Ernesto trova la casa distrutta, morti i genitori, la sorella diventata una prostituta. Durante un diverbio con il protettore, la ragazza rimane uccisa ed Ernesto a sua volta uccide l’uomo. Incomincia così la sua carriera nel mondo del crimine dove però Ernesto si distingue per il suo buon cuore ed è perciò malvisto dagli altri. Troverà la morte dopo essere stato denunciato dalla sua stessa amante.

Lattuada ha realizzato un film neorealista girandolo con i modi del poliziesco americano. Ne esce un ritratto crudo e nervoso dell’Italia post-bellica tra volontà e impossibilità di ricominciare una vita normale. Splendido usodel cast e del bianco e nero di Aldo Tonti.


RITORNO A COLD MOUNTAIN
Titolo originale: Cold Mountain
Produzione: USA
Anno 2003
Regia: Anthony Minghella
Interpreti: Donald Sutherland, Renée Zellweger, Nicole Kidman, Jude Law
Genere: Drammatico
Durata 155’


America, 1860. Il soldato Inman, ferito in battaglia, intraprende un difficoltoso viaggio di ritorno per tornare da Ada, la sua amata. Intanto la donna si ritrova a dover impedire, da sola, che la fattoria del padre finisca in rovina. L’aiuto le arriva da una vagabonda di nome Ruby che le insegna cosa siano la forza e la fiducia in se stessi.

Confezionatore di storie di passioni contorte su sfondi epici o d’epoca, l’inglese Anthony Minghella (che ha trovato a Hollywood i mezzi per il suo cinema un po’ altisonante e molto levigato) realizza con Ritorno a Cold Mountain il suo film migliore, più omogeneo di Il paziente inglese e meno pretenzioso di Il talento di Mr. Ripley. Forse perché il romanzo di Charles Frazier da cui è tratto gli offre preconfezionati tutti gli stereotipi necessari, forse perché la Guerra di Secessione è per definizione romantica, sta di fatto che qui Minghella non è costretto a invischiarsi in voli narrativi o a cercare alibi alla popolarità del racconto. Che è dichiarata ed esplicita: un ruvido ragazzo sudista e una colta “southern belle” si incontrano, si innamorano, si dichiarano e vengono immediatamente separati dalla guerra; per tre anni, lui vive tra gli orrori della battaglia, lei lo aspetta, le lettere di entrambi vanno perdute, lei si impoverisce ed è costretta ad affrontare una nuova vita di durezze, lui cerca di tornare a casa. Il film comincia nel 1864, sul campo di Petersburg, poco prima che Inman diserti dall’esercito confederato per tornare a Cold Mountain, e le storie procedono parallele: flashback del loro amore, il cammino di lui, costellato di incontri, agguati e aiuti inaspettati, le traversie di Ada, assediata dalla povertà e dagli sciacalli del Sud (ma i nordisti non sono da meno) e sorretta dal vigore dell’inattesa compagna Ruby. Minghella padroneggia i diversi piani temporali del racconto; realizza un efficace scorcio della battaglia, dominata dal senso di morte, orrore, inutilità; ha un bello squarcio visionario (la scena in cui Ada guarda il suo destino in un pozzo, attraverso lo specchio); calibra colpi di scena, commozione, personaggi. In Ritorno a Cold Mountain c’è tutto quello che vi aspettate e ogni momento ha l’esito che prevedete. Un po’ troppo, e soprattutto troppo diluito, raccontato, “telefonato”. Quello che pare mancare è la passione straziante del vero mélo, il sentimento epico del vero film di guerra. Si resta perciò a occhi asciutti, come davanti a un buon prodotto televisivo un po’ prolisso.


KODA, FRATELLO ORSO
Titolo originale: Brother Bear
Produzione: USA
Anno 2003
Regia: Robert Walker, Aaron Blaise
Genere: Animazione
Durata 85’



Enai è un giovane cacciatore che odia profondamente gli orsi da quando questi gli hanno ucciso il fratello maggiore Sitka. Ma quando a causa di un sortilegio viene trasformato in un orso, deve imparare a difendersi dagli attacchi degli uomini e soprattutto da Denahi, il terzo fratello, deciso a vendicare la scomparsa di Sitka e di Kenai.

L’animazione è di buona fattura, ma la prima parte risulta più lenta e tediosa della seconda, quando entra in scena la simpatia trascinante del dolce Koda, il vero atout del film insieme agli sfondi che sono il risultato di un patchwork accurato e che trasmette un deciso messaggio ecologista.


AGATA E LA TEMPESTA
Produzione: Italia
Anno 2004
Regia: Silvio Soldini
Interpreti: Marina Massironi, Claudio Santamaria, Emilio Solfrizzi, Giuseppe Battiston, Licia Maglietta
Genere: Commedia
Durata 118’


Agata, libraia innamorata di un ragazzo più giovane, crede che Gustavo sia suo fratello. Quest’ultimo, sposato e con un figlio, un giorno scopre che non è quello che crede di essere. A sua volta Romeo, in viaggio per la pianura con un macchinone pieno di vestiti, è convinto di non avere né fratelli né sorelle, ma si sbaglia...

Un film corale, interpretato discretamente dagli attori, sulle scosse elettriche, sui gangli del feuilleton, su una Madame Bovary da carruggio e da balera, sul perdere la normalità e perdersi (del regista) tra le anse morfologiche di “un mondo un po’ sollevato dalla realtà”.


DUE AMICI
Produzione: Italia
Anno 2002
Regia: Francesco Sframeli, Spiro Scimone
Interpreti: Teresa Saponangelo, Felice Andreasi, Francesco Sframeli, Spiro Scimone
Genere: Drammatico
Durata 90’



La storia di un’amicizia.
Periferia di una grande città del nord. Pino e Nunzio, due siciliani, vivono nella stessa casa ma comunicano poco tra loro. O meglio, il loro rapporto è caratterizzato dalle incalzanti e paradossali domande di Nunzio a cui seguono le risposte secche di Pino.

Il lavoro in una fabbrica di vernici mina poco a poco la salute di Nunzio, innamorato senza speranze di Maria. L’aggravarsi della malattia spinge i due uomini ad avvicinarsi.
Il film, tratto da “Nunzio” una fortunata pièce teatrale, fa pensare a un’idea di cinema solida e sicura.


CHE NE SARA' DI NOI
Produzione: Italia
Anno 2004
Regia: Giovanni Veronesi
Interpreti: Enrico Silvestrin, Valeria Solarino, Elio Germano, Giuseppe Sanfelice, Violante Placido, Silvio Muccino
Genere: Commedia
Durata 98’


Nell’atmosfera magica della “Caldera” di Santorini si consuma il viaggio post esame di maturità di tre ragazzi che non sanno quasi nulla della propria vita. Sono solo troppo giovani per sapere chi sono. Genitori e figli si slacciano gli uni dagli altri proprio in questi momenti e cioè quando i desideri dei giovani si incontrano col realismo dei grandi, troppo pieni di problemi per interessarsi ai figli.

Silvio Muccino, dopo Valerio Mastandrea e altri dei quali si sono già perduti i nomi nelle stagioni di ieri l’altro, è la persona più simile agli spettatori ai quali questa vacanza a Santorini (la Grecia è un’altra delle costanti poco originali di un cinema in cui i giovanotti del passato andavano a Ischia o sulla costa romagnola) è destinata.


LA DONNA DELLA DOMENICA
Produzione: Italia
Anno 1975
Regia: Luigi Comencini
Interpreti: Aldo Reggiani, Jean-Louis Trintignant, Jacqueline Bisset, Marcello Mastroianni
Genere: Giallo
Durata 105’



Il commissario Santamaria (Mastroianni), romano ma in forza presso la Questura di Torino, indaga sul delitto di un ingegnere omosessuale. Giorno dopo giorno si accorge della corruzione e delle ambiguità che caratterizzano la borghesia torinese. I suoi superiori lo invitano alla prudenza, ma Santamaria scopre il colpevole e il movente: non è un delitto passionale.

Tratto da un romanzo di Fruttero e Lucentini, il film è un ottimo esempio di commedia gialla. Il ritmo è buono, gli attori funzionano, in più c’è uno sguardo inedito e tagliente sul perbenismo di facciata dell’alta società (non solo torinese).


LE AMICHE
Produzione: Italia
Anno 1955
Regia: Michelangelo Antonioni
Interpreti: Gabriele Ferzetti, Valentina Cortese, Eleonora Rossi Drago
Genere: Drammatico
Durata 106’



Sbarcata a Torino per lavoro, la giovane romana Clelia conosce Rosetta in circostanze drammatiche (la ragazza infatti ha appena tentato il suicidio per amore) e successivamente le sue amiche, variamente coinvolte in vicende sentimentali critiche che sembrano affrontare con la massima disinvoltura. Disinvoltura che manca a Rosetta: tenterà una seconda volta di togliersi la vita. Clelia, dapprima propensa a fermarsi a Torino, torna a Roma.

Tratto da un racconto di Pavese, nonostante qualche frammentarietà, il film ci mostra un Antonioni già padrone degli strumenti del mestiere e acuto osservatore delle difficoltà delle relazioni umane. Leone d’argento a Venezia.


IL PARTIGIANO JOHNNY
Produzione: Italia
Anno 2000
Regia: Guido Chiesa
Interpreti: Claudio Amendola, Chiara Muti, Andrea Prodan, Fabrizio Gifuni, Stefano Dionisi
Genere: Drammatico
Durata 135’



Dopo l’8 settembre Johnny, studente di letteratura inglese, torna ad Alba. Siccome è un disertore è costretto a nascondersi in una villetta nei dintorni della città. Johnny è convinto della necessità di dover combattere il fascismo, solo non sa in che modo e, soprattutto, con chi. La sua formazione anglofila non gli permette di unirsi alle nascenti bande comuniste. Johnny parte da solo per le colline delle Langhe e si unisce al primo gruppo che incontra. In poco tempo impara che la vita del partigiano non è poi così romantica...

La Resistenza è un luogo della memoria e del conflitto politico italiano che suggerisce una presa di posizione: elogio, negazione, demistificazione? La guerra è un soggetto troppo forte e sedimentato e gli effetti speciali, la tecnologia lo hanno trasformato in un genere ricco e asettico. Il regista che ha aperto con “Il caso Martello” la sua istruttoria romanzesca su quegli anni della Storia italiana e lo ha fatto usando l’àncora del presente, questa volta, portando sullo schermo il libro di Beppe Fenoglio, si cala nel flusso di quelle stagioni, di quegli entusiasmi, di quelle contraddizioni e vuole sottrarsi alla leggenda, fare un film che corra veloce come i pensieri del protagonista e come le gambe dei suoi compagni quando vogliono sfuggire alla morte. Un film coraggioso e importante, nonostante i difetti e alcune cadute



© 2007 - Piemonte Movie - Tutti i diritti riservati
Tutte le immagini, gli artwork testi e layout sono di proprietà di Piemonte Movie

 

Piemonte Movie
Quinta edizione



2004
5° P.M. - Rassegna contempor.
5° P.M. - Rassegna storica
5° P.M. - Cineborgate
   
Torna alla edizione 2004