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| I film di Cineborgate 2005. Seconda Edizione. |
A ciascuno il suo
Italia 1967, drammatico, 93’
Regia: Elio Petri
Interpreti: Salvo Randone, Gabriele Ferzetti, Irene Papas, Gian Maria Volontè
Le indagini su due omicidi compiuti in un paesino della Sicilia portano alla conclusione che si sia trattato di un delitto d’onore. Paolo Laurana, un professore di liceo, non ne è convinto e confida questi suoi dubbi all’avvocato Rosello. Continuando le sue indagini però Laurana capisce che il mandante del duplice omicidio è proprio l’avvocato, con la complicità di Luisa, vedova di una delle vittime. Laurana muore sotto i colpi di un killer; l’avvocato Rosello e Luisa si sposano.
Campione del cinema d’impegno civile, Elio Petri affina il suo stile, proprio a partire da questo film, corrosivo e lucido nella denuncia della cultura mafiosa.
Todo modo
Italia 1975, grottesco, 130’
Regia: Elio Petri
Interpreti: Gian Maria Volontè, Franco Citti, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato
Mentre nel paese infuria un’epidemia, un centinaio di “notabili” del partito che da trent’anni governa l’Italia si riunisce in un albergo convento per seguire un corso di esercizi spirituali condotto da un gesuita, don Gaetano. In realtà ai convenuti preme soltanto concordare una nuova spartizione del potere. Ben presto, dopo un furto sacrilego, la riunione si trasforma in rissa e cominciano i morti.
Film tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, che vi vide però piuttosto una visualizzazione della metafora pasoliniana del “palazzo”. Una metafora della decadenza della Dc, virata forse su toni troppo grotteschi e “metafisici”. Grande Volontè, che imita Aldo Moro.
Porte aperte
Italia 1989, drammatico, 108’
Regia: Gianni Amelio
Interpreti: Gian Maria Volontè, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri
Un giudice sacrifica la carriera per salvare un assassino dalla condanna a morte.
A Parlermo, nel l936, l’impiegato Tommaso Scalia ha ucciso la moglie, un superiore e un collega. Al processo lo aspetta dunque la condanna a morte, ma il giudice a latere Vito Di Francesco riesce, contro l’opposizione di tutti e con la comprensione di un solo giurato, ad impedire una sentenza che egli considera altrettanto barbara che l’omicidio. Ne avrà, inevitabilmente, la carriera stroncata.
Dal romanzo di Leonardo Sciascia, Gianni Amelio trae un film di alto impegno civile e di forte impatto pur nel rifiuto della facile spettacolarità. Un capolavoro di sobrietà e di tensione morale. Una storia di ieri, per il nostro oggi.
Una storia semplice
Italia 1991, giallo, 105’
Regia: Emidio Greco
Interpreti: Gian Maria Volontè, Ennio Fantastichini, Ricky Tognazzi, Massimo Ghini
Volontè e Fantastichini l’uno contro l’altro nell’ultimo romanzo di Sciascia.
Giorgio Rocella, un anziano diplomatico, telefona alla polizia perché sente strani rumori in un’ala della sua villa, che sorge isolata nei pressi di una cittadina siciliana. Gli agenti, arrivati sul posto solo la mattina successiva, ne trovano il cadavere. Accanto a lui solo una pistola e un biglietto con la scritta: “Ho trovato”. Inizia l’indagine e la prima ipotesi è quella del suicidio. Di questo parere non è invece il professor Franzò, vecchio amico del morto.
Dall’ultimo romanzo di Sciascia, pubblicato pochi giorni prima della sua morte, un film un po' esangue ma sobrio e fedele, dominato da un Volontè identico a Sciascia.
Troy
USA 2004, azione, 155’
Regia: Wolfgang Petersen
Interpreti: Peter O’Toole, Brian Cox, Sean Bean, Diane Kruger, Orlando Bloom, Eric Bana, Brad Pitt
1193 a.C. Paride, principe di Troia, rapisce Elena, regina di Sparta e moglie di Menelao. Questo episodio scatena una guerra destinata a durare dieci anni e che ha per protagonisti Achille per i greci ed Ettore per i troiani.
Aspettarsi che sia qualcosa di diverso da quello che è, appare ridicolo e superfluo, ravviva il pregiudizio sull’inferiorità e sulla “volgarità” del cinema, fa dimenticare la regoletta che un film ispirato a un libro, di valore altissimo o di banale consumo, deve avere il coraggio e l’impudenza di tradirlo e, nel caso di un kolossal hollywoodiano, immaginato, scritto, girato e lanciato per essere un campione di incassi dell’estate, questo laborioso “tradimento” deve attenersi più alle convenzioni di un “genere” che ad altro. “Troy” è fedele all’economia narrativa, al mix divistico, alle semplici linee strutturali, ai dialoghi, ai ritmi del “peplum” (che è sempre stato considerato dalla maggior parte dei critici un filone minore, una pratica bassa nel mosaico della produzione artigianale del cinema).
I dischi del sole
Italia 2004, documentario, 75’
Regia: Luca Pastore
L’etichetta discografica I dischi del Sole rappresenta una delle più importanti esperienze di ricerca, documentazione e diffusione della musica e cultura popolare italiane. I legami del gruppo di personaggi artefici di quel progetto con il contesto sociale, politico e storico degli anni tra il ’65 e il ’75 hanno impresso indelebilmente il marchio dell’etichetta nella cultura indipendente italiana, anche a dispetto di una legittimazione “ufficiale” di gran lunga inferiore ai reali meriti culturali che quella esperienza ha ricoperto e tuttora ricopre.
Dichiarazione dell’autore: “I protagonisti del nostro film sono i dischi narrati attraverso videoclip che mettono in rapporto le immagini degli eventi raccontati nelle canzoni con l’oggi e le sue contraddizioni politiche e umane. Abbiamo scelto di privilegiare le canzoni rispetto ai personaggi, ciascuno dei quali meriterebbe un approfondimento al di là delle possibilità di durata di un documentario: il nostro è solo uno dei possibili percorsi attraverso quelle storie, un punto di vista sicuramente parziale ma, spero, interessante e affascinante”.
Robots
USA 2005, animazione, 91’
Regia: Chris Wedge
Rodney Copperbottom ha deciso di andare a Robot City per diventare un grande inventore. Qui trova l’amore nella bella Cappy e si mette alla ricerca del suo idolo, Bigweld, un genio. Ma il percorso è pieno di ostacoli, rappresentati dal malvagio Ratchet che considera i robot superati e pronti per il cassonetto e da sua madre, la temibile Madame Gasket.
Parabola intelligente e mai banale sulle contraddizioni della nostra società straordinariamente evoluta ma per certi versi ancora ancorata a schemi di pensiero arcaici, “Robot” prosegue la strada del successo nel mondo dell’animazione intrapresa da Chris Wedge e Carlos Saldanha con lo straordinario “L'era glaciale”.
Se devo essere sincera
Italia 2004, commedia, 107’
Regia: Davide Ferrario
Interpreti: Luciana Littizzetto, Neri Marcorè, Dino Abbrescia, Fabio Troiano
Adelaide, insegnante di lettere in un liceo, è sposata con Renzo, un istruttore di scuola guida e ha una figlia di otto anni. L’esistenza della donna procede tranquilla, ma quando una sua collega viene uccisa in circostanze misteriose, Adelaide conosce l’affascinante commissario Gaetano, incaricato delle indagini...
Crimini e misfatti
USA 1989, drammatico, 106’
Regia: Woody Allen
Interpreti: Anjelica Huston, Mia Farrow, Woody Allen, Martin Landau
Un affermato oculista ha un’amante ossessiva. Poiché suo fratello ha conoscenze nel mondo criminale, lo spinge a eliminare la donna, dopo di che si mostra a piangere calde lacrime di coccodrillo. Intanto un regista idealista assiste al trionfo di un personaggio televisivo vacuo e senza morale che, per di più, gli porta via la donna.
Woody Allen non rinuncia alle sue battute fulminanti, ma si fa amaro: il suo film è un attacco alla debolezza delle coscienze (si commettono azionacce, ma si continua a vivere tranquillamente) e all'inconsistenza di un mondo che premia i palloni gonfiati e umilia gli onesti. Il tutto con un tono accorato ma leggero.
Sguardi d’autore
Italia 2005, documentario
Regia: Liborio Labbate
Prodotto per la Regione Piemonte, Sguardi d’autore accompagna la mostra dei fotografi dell’agenzia internazionale Magnum, che hanno immortalato le più disparate immagini di Torino per portarle nel mondo. La mostra itinerante tocca i diversi paesi d’Europa prima di riapprodare a Torino, dove sarà allestita nel 2007.
Dieci rinomati fotoreporter sono chiamati a raccontare con la loro arte una città. E un autore-regista è chiamato a raccontare il loro lavoro. Come in un gioco di specchi, Liborio Labbate “ruba” sequenze ai fotografi impegnati sul campo e le immagini degli scatti si replicano nelle immagini video, conservando e amplificando tutto il loro fascino.
Il delitto perfetto
USA 1954, giallo, 105’
Regia: Alfred Hitchcock
Interpreti: Anthony Dawson, Robert Cummings, Grace Kelly, Ray Milland
Tony vive alle spalle della ricca moglie Margot e quando si accorge che lei si sta innamorando dello scrittore Hilliday capisce che deve intervenire. Ricattandolo, costringe un vecchio amico a introdursi in casa per uccidere la donna. Margot però reagisce e uccide l’uomo mentre lui sta tentando di strangolarla. Tony si adatta subito alla nuova situazione e, con una deposizione subdola, la fa accusare di omicidio.
Per questo classico, Hitchcock girò la scena dell'omicidio con il sistema tridimensionale per accentuare l’effetto visivo delle forbici in primissimo piano, ma l’autentica suggestione del film sta, come sempre, nella suspense.
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