I film Piemonte Movie
Via Real Collegio 6
10024 MONCALIERI (TO)
piemontemovie@tiscali.it
Tutti i film in programmazione a Cineborgate 2008.

Biùtiful cauntri
Regia di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero
Con Raffaele Del Giudice, Salvatore Napolano, Mario e Patrizia Gerlando, Sabatino Cannavacciuolo, Mario Cannavacciuolo, Espedito Marletta, Enzo Cannavacciuolo, Antonio Montesarchio, Donato Ceglie, Umberto Arena, Giulio e Stefano Treccagnoli, Salvatore Picone, Tilde Adamo
Scenegg.: Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero
Italia, 2007
Col., 83’

Raffaele Del Giudice, educatore ambientale che ci fa da “cicerone” attraverso le rovine campane, ad un certo punto del documentario si lascia scappare con un misto di orgoglio e di frustrazione “ …questa è la terra mia, aldi là di tutto…è la terra mia…”.Ed è questo lo spirito di cui è impregnato Biùtiful cauntri, reportage che mette in mostra una realtà, quella delle zone di Aversa, Qualiano, Giugliano e Villaricca, ad appena 25 chilometri da Napoli, nelle quali da decenni vengono abbandonati rifiuti delle industrie siderurgiche e automobilistiche.Non si parla dunque dei rifiuti urbani che hanno invaso le strade e le piazze di Napoli, bensì di quell’inquinamento sotterraneo e organizzato che ha distrutto la vita e il lavoro di centinaia di piccoli e medi agricoltori campani.Negli occhi e nelle parole dei pastori costretti a mandare a morire i propri greggi perché infetti da diossina c’è il risentimento di chi, pur vivendo da generazioni in quei luoghi e conoscendone ogni segreto, non si capacita di come possano essere stati sottoposti ad un così lungo ed inesorabile avvelenamento.L’ira nei confronti delle fabbriche responsabili di criminosi seppellimenti di materiale radioattivo, il disgusto verso la camorra sempre pronta a speculare sulle disgrazie altrui, la mancanza di fiducia nei confronti dello Stato che non riesce – e a volte sembra non volere – risolvere questioni vitali per la sopravvivenza dei propri cittadini, hanno ormai lasciato spazio ad una rassegnata accettazione dei fatti.Come reagire, del resto, quando si scopre che il criterio per l’assegnazione di un appalto, ideato dal Ministero dell’Ambiente, viene determinato per due terzi da fattori economici a scapito della validità dell’offerta tecnica presentata? Oppure che armi usare, se non quella dell’amara ironia, per commentare il fatto che migliaia di ecoballe – sorta di “bomboloni” imbottiti di ogni tipo di rifiuto immaginabile ed avvolti nel cellofan – stanno sottraendo spazi da sempre destinati all’agricoltura nell’attesa che finiscano i lavori all’inceneritore iniziati quattro anni prima?Quella a cui si assiste sgomenti è una sequela di errori e noncuranze che hanno letteralmente messo in ginocchio, come le intontite pecore avvelenate del film, una delle più fertili regioni italiane – non per nulla chiamata un tempo “Campania felix”.E allora occorre sentirsi tutti indignati come lo è Del Giudice quando sbraita e soffre davanti a Bertolaso – incaricato speciale a risolvere la crisi – perché si è tutti responsabili di questa mattanza che ha l’unico difetto di non provocare istantaneamente delle morti.Altrimenti, sarebbe molto più difficile far finta di niente e voltarsi dall’altra parte.Esmeralda Calabria Nasce a Roma nel 1964.

Regista e montatrice, è con Biùtiful cauntri alla sua prima regia.

Filmografia:
Biùtiful cauntri (2007)

Andrea D’Ambrosio Nasce a Roccadaspide (Salerno) nel 1975.
Diplomato in regia presso la Nuct di Roma, nel 2002 dirige con Daniele Di Biasio Pesci combattenti, vincitore del Torino Film Festival.

Filmografia:
Biùtiful cauntri (2007), Checosamanca? (2006), Pesci combattenti (2002)Peppe Ruggiero Giornalista, sceneggiatore e regista.

Filmografia:
Biùtiful cauntri (2007)

Ratatouille
Regia di Brad Bird, Jan Pinkava
Scenegg.: Brad Bird, Jan Pinkava
Usa, 2007
Col., 117'





In una colonia di topi nella campagna francese spicca la presenza di Remy, piccolo roditore incuriosito dalle abitudini degli uomini e letteralmente affascinato dalla loro abilità culinaria.Convinto che anche l’animale sporco per antonomasia abbia il diritto e il dovere di cibarsi in modo raffinato e sperimentare gusti diversi, Remy si introdurrà con il fratello Emil – lui sì, tipico ratto che mangia qualsiasi cosa gli capiti tra le zampette – in un appartamento per rubare degli ingredienti, senza immaginare che quest’azione sarà causa della diaspora dell’intera colonia.Rimasto solo dopo una roccambolesca fuga nelle tubature fognarie, il topolino verrà soccorso dallo spirito del più grande chef che la Francia abbia mai conosciuto: Gusteau.Saranno proprio i consigli del cuoco e il suo grido di battaglia, “Chiunque può cucinare”, a sollevare d’animo Remy e a condurlo proprio nel ristorante a Parigi che l’aveva reso famoso in tutto il mondo.  Si vedrà qui come l’antica gloria del locale sia andata perduta a causa del perfido Skinner, un “tappetto” di chef il cui unico obiettivo è quello di arricchirsi sfruttando l’immagine del suo famoso predecessore. Fortunatamente insieme a Remy giungerà nel ristorante con una lettera di raccomandazioni – fondamentale per lo sviluppo dell’intreccio – il giovane ed imbranato Linguini, sguattero con aspirazioni culinarie che instaurerà un’originalissima ed improbabile amicizia con il nostro dolce ratto.Che il futuro del ristorante di Gusteau sia di nuovo pieno di stelle?

I tecnici della Pixar, ormai si sa, non lasciano mai delusi i propri fan, ma con Ratatouille hanno davvero superato loro stessi; non è tanto la tecnica – sempre sopraffina (ogni singolo topo ha milioni di peli scrupolosamente realizzati in digitale) – ma la poesia che emerge da questo cartone d’animazione a sorprendere, riportando alla memoria le emozioni dei cartoni di una volta.

Il regista Brad Bird – Il gigante di ferro (1999), Gli incredibili (2004) – costruisce una trama solida, non banale, che non cerca facili sorrisi, ma che anzi sorprende e commuove quando meno lo si crederebbe. Impossibile dimenticare le bellissime vedute dei tetti parigini, le divertentissime sequenze in cui Remy e Linguini affinano la propria collaborazione ai fornelli, la brillante intuizione di legare la sensazione provocata dal gusto dei cibi ai colori, la proustiana reminescenza di cui è vittima sul finale il rigido critico di cucina Anton Ego.E chi non è più un bambino apprezzerà anche la scelta di non umanizzare troppo il protagonista – che cammina sulle zampe posteriori, ma solo per non sporcare quelle con cui cucina – che non può parlare con gli uomini, ma solo con i suoi simili e che, soprattutto, non si mette improvvisamente a cantare e ballare.Insomma un film talmente squisito da impedire di rabbrividire quando giganteschi fiumi di ratti invadono ambienti nei quali non si vorrebbe mai pensare, neanche per scherzo, che possano nascondersi.Da non perdere anche i titoli di coda.

Brad Bird Phillip Bradley Bird nasce a Kalispell, negli Stati Uniti, nel 1957.
Regista, animatore e sceneggiatore, vince un premio Oscar al miglior film d’animazione con Gli incredibili, del 2004.

Filmografia:
Ratatouille (2007)
Jack-Jack Attack (2005)
Gli incredibili (2004)
Il gigante di ferro (1999)

Jan Pinkava Nasce nel 1963 a Praga (nell’allora Cecoslovacchia).

Filmografia:
Ratatouille (2007)
Geri’s game (1997)

Torino nei cent’anni
Regia di Roberto Rossellini
Scenegg.: Valentino OrsiniItalia, 1961
b/n, 45'






Un documentario celebrativo su Torino realizzato in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Un montaggio di immagini fisse (stampe antiche, quadri), di avvenimenti storici e una ripresa teatrale con un commento scritto dai giornalisti Vittorio Gorresio e Carlo Casalegno.Andato in onda per la prima volta il 10 settembre 1961 sul programma nazionale, Torino nei cent’anni è un lavoro su commissione richiesto dalla Rai a Roberto Rossellini in occasione di Italia ’61, la grande esposizione che ridisegnò un’intera zona di Torino.Non è il primo lavoro che il regista di Roma città aperta realizza per la televisione, ma è un passaggio fondamentale nella sua filmografia. Rossellini, che è reduce dal grande successo de Il generale Della Rovere, è sempre meno interessato al cinema e sempre più convinto che la televisione sia il mezzo creativo del futuro. A metà degli anni sessanta, infatti, abbandonerà definitivamente il grande schermo per occuparsi quasi esclusivamente di televisione, realizzando programmi divulgativi che risponderanno alla sua teoria sulle possibilità didattiche del nuovo mezzo.Anche Torino nei cent’anni ha un impianto volutamente didattico, quasi volesse offrirsi agli spettattori come un bigino di storia, in grado di appassionare anche gli studenti più svogliati.Rossellini dà nuova vita alla materia storica conferendole un aspetto multiforme e multimediale: i quadri prendono vita grazie a zoom, movimenti interni ed esaltazione di singoli particolari; l’audio, tappeto sonoro che accompagna battaglie e momenti salienti della nostra Storia, permette una migliore empatia tra opera e pubblico.Sullo schermo vediamo scorrere alcuni dei momenti e dei personaggi salienti per Torino e per l’Italia tutta: Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, la tipica maschera di Gianduia, l’emancipazione della donna, l’affermazione di Torino capitale “del lavoro nel nuovo Stato”, lo sbarco del cinema nel Belpaese, la costruzione della Mole, le due guerre mondiali, la Fiat e l’immigrazione.Tutto il documentario è pervaso da un forte ottimismo per quanto riguarda lo sviluppo dell’Italia, e questa era una corrente di pensiero molto diffusa in quel particolare momento storico. Il 1961 è infatti un anno chiave per la vita politica e sociale italiana: il paese si sta trasformando rapidamente e da prevalentemente agricolo diventa una potenza industriale, mentre la migrazione interna dalla campagna alla città raggiunge punte inaspettate.Se altri intellettuali (soprattutto Pasolini) guardano con sospetto alle modifiche avvenute nella società italiana, Rossellini vede invece il momento come una grande occasione positiva: tutto il film è pervaso dall’idea che la nuova ricchezza che l’Italia produce possa modificare in meglio la vita quotidiana e alzare il tasso culturale dell’Italia.

La fotografia è di Leopoldo Piccinelli, Mario Vulpiani e Mario Volpi, il montaggio è di Vasco Micucci e l’aiuto regia è Gilberto Casini.

Roberto Rossellini Nasce a Roma nel 1906 e muore sempre a Roma il 3 giugno 1977.
È stato uno dei più importanti registi del neorealismo italiano.

Filmografia:
Beaubourg, centre d'art et de culture Georges Pompidou (1977)
Concerto per Michelangelo (tv, 1977)
Il Messia (1976)
Cartesius (tv, 1974)
Anno uno (1974)
L'età di Cosimo de' Medici (tv, 1973)
Agostino d'Ippona (1972)
Blaise Pascal (tv, 1971)
Intervista a Salvador Allende: La forza e la ragione (1971)
Rice University (1971)
Da Gerusalemme a Damasco (1970)
Socrate (tv, 1970)
La lotta dell'uomo per la sua sopravvivenza (tv, 1970)
Idea di un'isola (tv, 1967)
La presa del potere da parte di Luigi XIV (tv, 1966)
L'età del ferro (tv, 1964)
Ro.Go.Pa.G. (1963)
Anima nera (1962)
Torino nei cent'anni (tv, 1961)
Vanina Vanini (1961)
Viva l'Italia! (1961)
Era notte a Roma (1960)
Il generale della Rovere (1959)
India (1959)
Giovanna d'Arco al rogo (1954)
La paura (1954), Dov'è la libertà...? (1954)
Amori di mezzo secolo (1954)
Viaggio in Italia (1953)
Siamo donne (1953)
Europa '51 (1952)
La macchina ammazzacattivi (1952)
I sette peccati capitali (1952)
Francesco, giullare di Dio (1950)
Stromboli, terra di Dio (1950)
L'amore (1948)
Germania anno zero (1948)
Paisà (1946), Desiderio (1946)
Roma, città aperta (1945)
L'uomo dalla croce (1943)
La nave bianca (1942)
Un pilota ritorna (1942)
Il ruscello di Ripasottile (1941)
Fantasia sottomarina (1940)
Il tacchino prepotente (1939)
La vispa Teresa (1939)
Prélude à l'après-midi d'un faune (1937)
Daphne (1936)

Lettere dal manicomio
Regia di Alberto PuliafitoCon Simone Cristicchi, Luca Lionello, Claudia Pandolfi, Gigi ProiettiSoggetto Simone Cristicchi e Alberto Puliafito
Scenegg.: Alberto Nebbia (tratta dalle lettere dei pazienti dell’ex Manicomio di S. Girolamo, Volterra)
Italia, 2007
col., 17'

 

In quest’opera finzione e documentario si fondono per ridare voce a persone semplici, recluse nell’ex manicomio San Girolamo di Volterra e mai degnate di ascolto. Gigi Proietti è un padre abbandonato dai figli; Claudia Pandolfi una giovane donna fatta rinchiudere dal padre; Luca Lionello è un uomo in preda al delirio che è sempre vissuto in reclusione; Simone Cristicchi è un ossessivo affetto da querulomania.

Alberto Puliafito Nasce a Torino il 9 dicembre 1978. Vive tra Torino e Roma.
Giornalista Pubblicista dal 2001, si è diplomato in Sceneggiatura presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova e successivamente in Regia presso la Scuola di Televisione Mediaset – R.T.I. Dal 2000 ad oggi ha lavorato per emittenti televisive pubbliche e private in veste di aiuto regia e regista. Nel 2007 ha fondato con Fulvio Nebbia la società di produzione audiovisiva “Ik produzioni s.n.c.”, attiva principalmente in produzioni televisive, videoclip, documentari.

Filmografia:
Lettere dal manicomio (2007)
Ti regalerò una rosa (2007)
Angoli opposti (2007)
Dall’altra parte del cancello (2007)
Hotel Mondo (2007)
Nel mio segreto profondo (2006)
Ombrelloni (2006)
Kandinskij (2005)
Respiro famigliare (2004)
Fatalità (2003)
Il mio nome (2002)
15 ottobre 1582 (2002)

La langue commune
Regia di Alberto Martin
Scenegg. Alberto MartinCon Alberto Martin, NaÏs Bastide, Simone FrancoSoggetto Alberto Martin
Italia, 2007
Col., 14’




Un ragazzo e una ragazza si affrettano per non far tardi ai rispettivi appuntamenti, dando così vita a due storie parallele che si sviluppano sfiorandosi più volte. Finiranno con l’incontrarsi?

Alberto Martin Nasce a Torino nel 1983.
È aiuto segretario di produzione in diverse lavorazioni cinematografiche in corso a Torino.

Filmografia:
La langue commune (2007)
Il terrore è alla frutta (2006)

Conto alla rovescia
Regia di Matteo Cerami
Scenegg. Andrea SaettoneCon Giorgio Sambonet, Gianmarco Sabato, Livio Ghisio, Giovanni Codogno, Edoardo Bellone, Ivan Bivi, i bambini delle scuole Cristiane di Vercelli
Soggetto Andrea Saettone
Italia, 2007
Col., 9’

 

Un inseguimento per le strade di Vercelli e le parole di un comizio fanno temere il peggio: è in atto un rastrellamento per l’eliminazione dei bambini, ritenuti troppo fastidiosi. Una storia surreale nata dall’accostamento di immagini e parole.

Matteo Cerami Nasce il 27 febbraio 1981.
Consegue la laurea breve alla facoltà di Filosofia di Paris 1 Sorbonne. Parla perfettamente il francese e correttamente inglese e spagnolo. È autore di documentari, cortometraggi e programmi televisivi e ha al suo attivo anche esperienze nel campo teatrale.

Filmografia:
Conto alla rovescia (2007)
La voce di Pasolini (2005)
High five (2004)
Certi bambini (2003)
Pinocchio (2001)

Il naturalista
Regia di Giulia Barbera, Gianluca Lo Presti, Federico Parodi, Michele Tozzi
Soggetto Michele Tozzi
Scenegg.: Giulia Barbera, Gianluca Lo Presti, Federico Parodi, Michele Tozzi
Italia, 2007
Col., 5




’Il “naturalista” vive in città. Appena può, salta in macchina e corre in campagna per rilassarsi fra campi e colline, per suonare il flauto e, magari, scorgere qualche grazioso animaletto. Ma amare la natura e goderne non è facile come si crede.

Parodia della natura idilliaca del cartoon classico, questo cortotraggio d’animazione è stato realizzato fondendo insieme tecniche diverse: animazione 2d, stop motion, riprese modello dal vero.

Giulia Barbera Regista e sceneggiatrice, nasce a Palermo il primo giugno 1979.
Gianluca Lo Presti Regista e sceneggiatore, nasce a Milano il 4 maggio 1985.
Federico Parodi Regista e sceneggiatore, nasce a Torino il 4 novembre 1984.
Michele Tozzi Regista e sceneggiatore, nasce a Torino il 26 dicembre 1978.

Tutti i registi sono diplomato in animazione 2d al Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema – Dipartimento di Animazione (TO).

Filmografia:
Il naturalista (2007)

A bicycle trip
Regia di Lorenzo Veracini, Nandini Nambiar, Marco Avoletta
Soggetto tratto liberamente dal libro LSD, mein Sorgenkind di Albert Hofmann
Scenegg.: Lorenzo Veracini, Nandini Nambiar, Marco Avoletta
Italia, 2007
Col., 4’Basilea




1 aprile 1943: il chimico Albert Hoffman torna a casa in bicicletta dopo una giornata di lavoro in laboratorio.

L’episodio è divenato leggendario, associato alla scoperta degli effetti provocati sulla psiche umana dall’Lsd. Realizzato con le seguenti tecniche video: animazione cgi 3d, compositing live action.

Lorenzo Veracini Nasce a Volterra (Siena) il 27 agosto 1980.
Nandini Nambiar Nasce a Torino il 23 aprile 1985.
Marco Avoletta Regista e sceneggiatore, nasce a Canelli il 29 giugno 1978.

Filmografia:
A bicycle trip (2007)

Babau
Regia di Valerio Terranova, Giuliano Poretti, Silvia Zappalà, Omar BiancoSoggetto Valerio Terrano
Scenegg.: Valerio Terranova, Giuliano Poretti, Silvia Zappalà, Omar Bianco
Italia, 2007
Col., 4’




Tra le praterie e i boschi di una vallata popolata da specie diverse e sconosciute (babau, hosode, zaki, baku, yama) sta per venire al mondo un piccolo cucciolo.

Il cortometraggio, ispirato a personaggi e atmosfere dell’animazione giapponese, racconta la nascita di una creatura in un’ecosistema immaginario.
Realizzato in animazione cgi 3d

Valerio Terranova Nasce a Torino il 14 aprile 1984.
Giuliano Poretti Nasce a Torino il 31 gennaio 1976.
Silvia Zappalà Nasce a Gallarate (Varese) l’8 maggio 1982.
Omar Bianco Nasce a Torino il 30 aprile 1978.

Filmografia:
Babau (2007)

U’ sciroccu
Regia di Marta Palazzo, Daniele Scali, Jacopo LanzaSoggetto Marta Palazzo, Daniele Scali, Jacopo Lanza
Scenegg.: Marta Palazzo, Daniele Scali, Jacopo Lanza
Italia, 2007
Col., 5’




Nucia, Benita e Cetta, tre anziane signore, dividono la stessa casa ai margini di un villaggio dell’Italia del Sud. Le loro esistenze si susseguono pigre e meccaniche, fino a quando tra il bucato non saltano fuori un paio di mutande da uomo. Chi delle tre ha qualcosa da nascondere? Intanto lo scirocco continua a soffiare placido.
Realizzato in 2d.

Marta Palazzo Nasce a Foggia il 25 maggio 1977.
Daniele Scali Nasce a Locri (Reggio Calabria) il 3 gennaio 1980.
Jacopo Lanza Regista e sceneggiatore, nasce a Torino il 29 gennaio 1983.

Filmografia:
U’ sciroccu (2007)

Doi ‘d Mauri
Regiadi Claudio Mondino
Con Tino Chiarena, Alvaro Occelli, Alessandra Costa, Emilia Borghese, Marco Maschera, Giorgio Borina
Soggetto Alvaro Occelli
Scenegg.: Antonio Cannici e Claudio Mondini
Italia, 2007
Col. e b/n, 19


’Il ricordo di un’anziana donna riporta alla luce la storia di due giovani partigiani, “geniali dilettanti” di una guerra che li trasformò senza preavviso da contadini in soldati.

Ambientato nella bassa langa monregalese, Doi d’ Mauri racconta – in dialetto piemontese – la storia di Vigiu e Toju, due caratteri differenti uniti dalla tragedia della guerra.
La grande Storia vista attraverso gli occhi di persone comuni.

Claudio Mondino Nasce a Cuneo il 27 agosto 1974.

Filmografia: Doi ‘d Mauri (2007)

Piedi nudi
Regiadi Luca Agostino
Con Zoe Tavarelli, Lorenzo Valvassori, Beppe Turletti, Giuseppe Boccalatte
Soggetto Luca Agostino
Scenegg.: Luca Agostino, Elena Lucia Marcon
Italia, 2007
Col., 23’



Piemonte 1944. La ruvida amicizia di Anna e Nino, fatta di corse a perdifiato e di litigi affettuosi. Attorno ai due bambini, la campagna squarciata dalla guerra, la miseria della gente rassegnata, la speranza della lotta partigiana. Un giorno la guerra si abbatte con forza su Anna e sulla sua famiglia, alzando un muro tra i due bambini.

Luca Agostino Ha dato vita nel 2001 all’associazione culturale Corteggiamo per la produzione e la realizzazione di cortometraggi.
È primo assistente alla regia per il lungometraggioSangue di Libero de Rienzo, prodotto da Nitrofilm – Rai Cinema – Mikado.

Filmografia:
Piedi nudi (2007)
Nelle mani, i miei occhi (2005)
Pagine Strappate (2004)
Chewing gum (2003)
Quotidianità (2001)

Une rencontre fortuite
Regia di Alberto Segre
Con Henri Boyer, Jean-Pierre Bouchard, Serge Riquet, Dominque Fouré, Maryse Godard
Scenegg.: Alberto Segre
Francia, 2007
Col., 22’




Antoine Palette è un impiegato di cinquant’anni in una ditta di stoccaggio mobili. Un giorno, in un supermercato, trova una carta d’identità perduta dal suo proprietario. Il caso vuole che Antoine assista, poco dopo, all’aggressione di una vecchia donna in strada e che l’assassino sia proprio l’uomo della carta d’identità…

Alberto Segre Dopo aver conseguito la Laurea in Economia e Commercio all’Università di Torino, nel giugno 2007 realizza il suo primo cortometraggio, Une rencontre fortuite.
È attualmente al lavoro su un secondo progetto di cortometraggio e allo sviluppo di un lungometraggio.

Filmografia: Une rencontre fortuite

Ad ovest di Paperino
Regiadi Alessandro Benvenuti
Con Francesco Nuti, Alessandro Benvenuti, Lucilla Baroni, Athina Cenci, Franco Javarone, Paolo Hendel, Marcella Ermini, Antonio Betti, Riccardo Cioni, Donata Genazzani
Soggetto e scenegg.: Alessandro Benvenuti
Italia, 1982
Col., 95'

 

Dal mattino alla sera, la giornata di tre giovani, due uomini e una donna, che si incontrano casualmente nella Firenze di oggi. Sandro lavora in una radio privata, Marta fa la pittrice, Francesco è disoccupato e sta andando ad iscriversi all'ufficio di collocamento. La ragazza racconta ai suoi due nuovi amici storie irreali, come quella dei piccioni che si trasformano in principi azzurri e mentre Francesco non le crede, Sandro decide di aiutarla a trovare il suo principe-piccione. Senza una meta precisa fanno vari incontri e si ritrovano nelle situazioni più strane, per ritrovarsi alla fine con i problemi di sempre. Ma domani è un altro giorno e forse qualcosa succederà...

ra non-sense, atmosfere surreali, personaggi quasi impossibili Benvenuti costruisce una sorta di Isola che non c'è del cinema italiano (Paperino è una frazione di Prato vicino a Firenze) e firma in questo modo la sua opera prima. Il film segna anche l'esordio sul grande schermo di uno dei gruppi cabarettistici più apprezzati degli anni settanta ed ottanta: I Giancattivi.

Le musiche del film sono state incise dai "The Colla".
Benvenuti e I Giancattivi approfittano anche di un particolare contesto storico-televisivo italiano. Dalla metà degli anni settanta, infatti, i canoni umoristici italiani sono in via di trasformazione: i grandi interpreti, i cosiddetti “mostri”, che avevano dato vita e volto ai capolavori della commedia, iniziano a percorrere direzioni distinte e artisticamente molto differenziate, vengono meno i contributi degli sceneggiatori storici degli anni cinquanta e sessanta e la morte del varietà televisivo classico sottrae ai comici più popolari un naturale mezzo di promozione. È un periodo floridissimo per lo spettacolo italiano, dalla fucina della televisione escono una serie di comici di talento e giovani professionisti che segneranno profondamente la storia del cinema italiano e modificheranno radicalmente la sintassi della nostra comicità. In particolare, è la trasmissione televisiva Non Stop di Enzo Trapani che tra il 1977 e il 1979 lancerà artisti del calibro di Carlo Verdone, Massimo Troisi, Lello Arena, Marco Messeri, I Gatti di Vicolo Miracoli e appunto i Giancattivi, gruppo toscano dalla comicità surreale e raffinata. Il regista, membro attivo e creativo del gruppo, porta sullo schermo la sintesi di questa esperienza comica, maturata in diversi locali fiorentini e di gran lunga precedente a quella televisiva. Suoni, modulazioni vocali, situazioni assurde, al limite beckettiane, sviluppate senza alcuna logica apparente, e una certa complementarietà tra le comicità dei tre protagonisti sono i cardini generali sui quali il film fa perno e, muovendosi con leggerezza, riesce a produrre divertimento. Il film ha soprattutto il valore di un documento. Insieme con altre opere prime firmate o solamente interpretate da questa generazione di nuovi comici, segna una trasformazione di gusto e il passaggio verso forme nuove di moderna comicità.

Alessandro Benvenuti Nasce a Pelago il 31 gennaio 1950 ed è autore, attore, regista teatrale e cinematografico.
Si forma nel cabaret negli anni '70 e fonda nel 1972, con Athina Cenci, I Giancattivi, gruppo cabarettistico storico toscano. Il gruppo raggiunge la piena fama nazionale negli anni ottanta con il programma televisivo “Non stop” e con l'arrivo nel gruppo di Francesco Nuti.
A seguito del successo del programma, Benvenuti esordisce nel cinema nel 1982 con la commedia Ad ovest di Paperino. Continua per qualche tempo a lavorare nel grande schermo sia come semplice attore (Fatto su misura, 1984) sia come regista (Era una notte buia e tempestosa, 1985).
Nell'88, recita per Carlo Verdone in Compagni di Scuola, dove ritrova Athina Cenci. Nel 1987, partecipa ad un episodio di “Professione vacanze”, la serie tv con Jerry Calà.
Dopo lo scioglimento dei Giancattivi, avvenuto nel 1990, Benvenuti dirige Benvenuti in casa Gori, affresco disincantato di un Natale in famiglia tratto da una sua rappresentazione teatrale.
Nel '91 esce poi Zitti e Mosca, nel quale analizza la trasformazione del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della Sinistra con garbo e brio (è tra l'altro l'esordio cinematografico di Leonardo Pieraccioni).
Belle al bar del 1994 è probabilmente il suo film migliore da regista, grazie anche alla sensibilità con quale si affrontano scabrosi temi inerenti al sesso (la prostituzione e la transessualità, ad esempio).
Nel 1995, dirige e interpreta Ivo il Tardivo, con Francesca Neri.
Altre pellicole di Benvenuti sono Ritorno a casa Gori (1996, sequel del precedente), I miei più cari amici (1998) e Ti spiace se bacio mamma? (2003).
Nell'autunno del 2000, è interprete e regista della miniserie di Rai Uno “Un colpo al cuore”, con Ornella Muti.
Nel 2004, conduce, seppur per breve tempo e senza successo, “Striscia La Notizia”.
Nel 2006, è nominato direttore artistico del Teatro Dante di Campi Bisenzio.
Nel 2008, gira, insieme con Vincenzo Terracciano, una miniserie per Mediaset intitolata “Mogli a pezzi”.

Teatrografia:
Addio Gori (coautore con Ugo Chiti) (2006)
m.m. (me medesimo) (2006)
Come due gocce d'acqua (riedizione) (2004)
Nero cardinale (2002),
L'atletico ghiacciaia (2000)
Un passato da melodici moderni (1998)
T.T.T.T. (Beckettio) (1998)
Gino detto Smith e la panchina sensibile (1996)
Ritorno a casa Gori (coautore con Ugo Chiti) (1995)
Due gocce d'acqua (1991)
Benvenuti piacere Trambusti (1989)
Benvenuti in casa Gori (coautore con Ugo Chiti) (1987)
Residence Rovine Palace (1985)
W Benvenuti (1984), Marta e il Cireneo (1983)
Corto Maltese (1983)
Comix box (1982)
Business is business (1980)
Smalto per unghie (1979)
L'isola di ieri (1979),
Briciola, uno spettacolo il cui titolo non ha molta importanza (1978)
Pastikke (1977)
Italia '60 (1976)
Nove volte su dieci più una (1974)
Il teatrino dei Giancattivi 2 (1973)
Il teatrino dei Giancattivi (1972)

Teatrografia come autore:
Contorno e la prontezza (1999)
Il mitico 11 (riedizione) (1997)
Il mitico 11 (1994)
Perla D'Arsella (1993)
Manolo (1990)
Sete (ovvero l'allegria di perdersi) (1990)
Prese di petto (1990)
Crepi il lupo (1989)
Questo pazzo pazzo show (1988)
Galline (1987)
Andy e Norman (1986)

Filmografia come regista, sceneggiatore e interprete:
Ti spiace se bacio mamma? (2003)
I miei più cari amici (1998)
Ritorno a casa Gori (1996)
Ivo il tardivo (1995)
Belle al bar (1994)
Caino e Caino (1993)
Zitti e mosca (1991)
Benvenuti in casa Gori (1990)
Era una notte buia e tempestosa (1985)
Ad ovest di Paperino (1981)

Filmografia come attore:
Concorso di colpa (2005),
13dici a tavola (2003)
Il fuggiasco (2003)
Commedia sexy (2001)
Albergo Roma (1996)
Maniaci sentimentali (1994)
Compagni di scuola (1988)
Professione vacanze (1987)
Soldati - 365 all'alba (1987)
Il ragazzo del Pony Express (1986)
Carabinieri si nasce (1985)
Fatto su misura (1984)

Televisione:
“Mogli a pezzi“ (regia) (2008)
“Striscia la notizia” (2004)
“Un colpo al cuore” (2000)

Ricomincio da tre
Regia di Massimo Troisi
Con Massimo Troisi, Fiorenza Marchegiani, Lello Arena, Marta Bifano, Ettore Carloni, Renato Scarpa, Luciano Crovato, Carmine Faraco
Soggetto e scenegg.: Anna Pavignano, Massimo Troisi
Italia, 1981
Col., 110'

 

Gaetano, un giovane napoletano, stanco del suo piccolo mondo provinciale, decide di ricominciare da zero...anzi da tre! Giunge a Firenze con l'autostop e facendosi caricare da un aspirante suicida che vuole mettere fine alla sua vita proprio con un incidente d'auto. Si fa sedurre da una disinibita infermiera, scappa, ritorna. Si ritrova con un figlio che potrebbe essere non suo. In questo piccolo capolavoro cinematografico, Troisi prende per mano ed allo stesso tempo ribalta lo stereotipo del napoletano. Se i partenopei devono essere simpatici, decisi, allegri, Gaetano è insicuro, chiuso, imbranato. Saranno proprio tutte queste caratteristiche che lo porteranno ad avere rapporti conflittuali con l'amico Lello (Lello Arena), la zia convivente con un altro uomo, la fidanzata femminista Marta (Fiorenza Marchegiani).

Raro esempio di un film che ha messo d'accordo critica e pubblico. Quello di Troisi è uno degli esordi più folgoranti nel campo della nuova commedia italiana degli anni ottanta. Vicino, come attore, a Eduardo più che a Peppino De Filippo o a Totò, Troisi combina felicemente ironia, tenerezza e nevrosi partenopee, ispirandosi anche alle maschere seicentesche.
Uscito nel 1981, il film fu un grande successo di pubblico e critica, tanto da valere incassi record e numerosi David di Donatello, tra cui miglior film e miglior attore, e un Nastro d'Argento come miglior regista emergente. Le musiche sono di Pino Daniele e questa è stata la loro prima collaborazione.Massimo Troisi

Dopo aver creato un centro sperimentale chiamato “t-minuscolo”, teatro amatoriale con Giuseppe Borrelli, Gaetano Daniele e Lello Arena, e il “Centro Teatro Spazio”, di maggior impegno politico di sinistra, entrambi nell'amatissima Napoli, proveniente quindi dal cabaret e dalla radio (“Cordialmente insieme”), si fece conoscere nel 1976 con il programma televisivo “Non Stop”, la trasmissione laboratorio di Enzo Trapani sulla Rai e nel 1979 con “Luna Park”. Di questi anni sono gli sketch notissimi dell'Annunciazione, dell'Arca di Noè e di San Gennaro.
Divenne ancor più famoso in televisione con il trio La Smorfia (che inizialmente si chiamava I saraceni), con Lello Arena ed Enzo Decaro.
Troisi ha ottenuto un grande successo con il primo film diretto e interpretato, Ricomincio da tre (1981), diventando uno dei fenomeni cinematografici più clamorosi degli anni Ottanta, per i dubbi e le illusioni di un'intera generazione, per la sua filosofia di vita basata sull'arte tutta napoletana di sapersi accontentare, per la capacità di cogliere il particolare delle cose, delle situazioni e delle persone trasformandolo in intima e personale analisi.
Diceva di lui Gianni Minà: “…era un essere umano leggero, lieve, forse stonato in un'epoca e in una società dello spettacolo dove imporre la propria presenza, essere arroganti, è il comportamento di moda. ...".
Il suo classico personaggio di insicuro alle prese con problemi di maturità si è via via arricchito ed ispessito nei successivi Scusate il ritardo (1983), con Giuliana De Sio e Lello Arena, Non ci resta che piangere (1984), in coppia con Benigni, Le vie del Signore sono finite (1987) e Credevo fosse amore invece era un calesse (1992), con Francesca Neri.
Come attore, Troisi ha recitato, tra l'altro, in Splendor (1988) e in Che ora è (1989), entrambi di Ettore Scola.
Il suo ultimo impegno come attore è stato in Il postino (1994), poetico omaggio a Neruda, con la regia di Michael Radford. Il film ha ottenuto cinque nomination per gli Oscar 1995. Padronanza scenica, forte napoletanità, capacità espressiva sia verbale (la sua famosa balbuzie e il suo timbro nasale), sia mimica, sia gestuale, suggeriva un perfetto mix di ironia, paradosso e malinconia, ipocondria e distrazione.
Troisi è stato un attore capace di scherzare sui difetti universali con profonda ilarità ma anche di interpretare ruoli di uomini molto sensibili, indifesi, inetti, impacciati di fronte alle situazioni quotidiane in continuo cambiamento ma di un'assoluta tenerezza.
Nato a Napoli il 19 febbraio del 1953, scompare quarantun anni dopo ad Ostia, il 4 giugno 1994.

Filmografia come attore:
Il postino (1994)
Pensavo fosse amore invece era un calesse (1992)
Il viaggio di Capitan Fracassa (1991)
Che ora è? (1989)
Splendor (1988)
Le vie del Signore sono finite (1987)
Hotel Colonial (1987)
Non ci resta che piangere (1984)
F.F.S.S. cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene (1983)
No grazie, il caffè mi rende nervoso (1982)
Scusate il ritardo (1982)
Ricomincio da tre (1980)

Filmografia come regista:
Pensavo fosse amore invece era un calesse (1992)
Le vie del Signore sono finite (1987)
Non ci resta che piangere (1984)
Scusate il ritardo (1982)
Ricomincio da tre (1980)

Filmografia come sceneggiatore:
Il postino (1994)
Non ci resta che piangere (1984)
No grazie, il caffè mi rende nervoso (1982)
Scusate il ritardo (1982)
Ricomincio da tre (1980)

Italia ’61

 

 






Prodotto dalla Walt Disney e sponsorizzato dalla Fiat, il cinegiornale racconta mostra l’Italia nel 1961, a partire dall’Esposizione torinese.

La volpe e la bambina
Regia di Luc Jacquet
Con Bertille Noël-Bruneau
Soggetto e scenegg.: Eric Rognard
Francia, 2008
Col., 90'




L'amicizia tra una bambina dai capelli rossi e una volpe.  Attraverso una sognante atmosfera fiabesca, messa in scena dal regista Luc Jacquet e dal direttore della fotografia Eric Dumage, viene rappresentato in modo del tutto personale un mondo naturale de-civilizzato (gli stessi genitori della bambina vengono evocati in più modi ma mai fatti vedere) e il suo valore. Il legame tra l'uomo e l'animale assume le forme di una relazione sacra che rischia lo squilibrio con l'involontaria sopraffazione del secondo a vantaggio del primo: questo è l'insegnamento pedagogico che a prima vista sembra denunciare il film. Ma ad illuminare la pellicola sono la solennità, il silenzio delle parole (interrotto a volte da una voce fuori campo forse troppo didascalica), l'amplificazione dei rumori appartenenti ai microcosmi naturali, accompagnati da una regia ispezionatrice che riprende gli stilemi del documentario.
La fiaba s'inoltra nella gestazione del racconto, con una Cappuccetto Rosso, qui in viola, che diventa un'icona simbolica non mutando la sua forma, i suoi vestiti, la pettinatura, che impara attraverso l'errore e che insegna rilanciando oralmente il messaggio alla generazione successiva.
Luc Jacquet, già regista della docu-fiaba premio Oscar La marcia dei pinguini, racconta questa favola in maniera tradizionale, ispirandosi in parte al piccolo principe di Saint-Exupéry e inserendovi codici disneyani. Fin dall'inizio ci si lascia piacevolemente abbandonare alla fotografia dei maestosi paesaggi di boschi e montagne, alla contemplazione che dalla bambina viene trasferita allo spettatore, come il “fanciullino” alle prese con un mondo nuovo, esplorato attraverso un'occhio sensibile e poco invasivo. La natura, infatti, non viene brutalmente addomesticata dall'occhio tecnologico, ma si lascia osservare imponendo il suo ritmo, i suoi rumori, la sua oscurità e la sua luce.
Il raccoglimento solitario della bimba nella natura, alla scoperta di una vita sconosciuta anche se vicina, ha un qualcosa di sorprendentemente inattuale, anacronistico, che richiede una certa lentezza nella narrazione e, soprattutto per i più piccoli, un'elevata soglia di concentrazione da parte di chi guarda. È proprio questo, in realtà, il più auspicabile degli intenti pedagogici.
In italiano la voce narrante è di Ambra Angiolini.

Luc Jacquet Nasce a Bourg-en-Bresse, in Francia, il 5 dicembre del 1967.
Esordisce come regista nel 2005 con il film La marcia dei pinguini, che vince il premio Oscar come Miglior Documentario e per il quale ha scritto anche la sceneggiatura.
Tre anni dopo, esce nelle sale La volpe e la bambina.
Prima della sua carriera di regista, Jacquet è stato un biologo.

Filmografia:
La Volpe e La Bambina (2008)
La marcia dei pinguini (2005)



© 2007 - Piemonte Movie - Tutti i diritti riservati
Tutte le immagini, gli artwork testi e layout sono di proprietà di Piemonte Movie

 

Cineborgate
Quinta edizione




2008
8° P.M. - Programma
8° P.M. - Catalogo
8° P.M. - Cartella stampa
8° P.M. - Comunicati
8° P.M. - I vincitori
8° P.M. - Fotogallery
8° P.M. - Staff e contatti
   
Scuola di Ciak - Presentazione
Scuola di Ciak - Programma
   
Africani - Presentazione
   
Cineborgate - Presentazione
Cineborgate - Le sezioni
Cineborgate - Il programma
   
Moncalieri Comics - Presentaz.
Moncalieri Comics - Depliant
   
Green Parallel - Presentazione
Green Parallel - Locandina
   
Torna alla edizione 2008