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| 19 Ottobre 2009, ore 22. |
Ladis Zanini
presenta
una produzione
FARGOfilm
con il contributo della Film Commission Torino Piemonte
+ o – x
Nespolo
(2009, 49’)
Un film di Luca Grivet Brancot
ideato e scritto da
Matteo Pollone, Vittorio Sclaverani, Caterina Taricano
CAST AND CREDITS
Produzione:
Ladis Zanini per Fargo Film con il contributo della Film Commission Torino Piemonte;
Ideazione, soggetto e sceneggiatura:
Matteo Pollone, Vittorio Sclaverani, Caterina Taricano;
Regia e fotografia:
Luca Grivet Brancot;
Montaggio:
Alice Roffinengo;
Musica:
Fabrizio Gaggini;
Operatori:
Rocco Franconi, Luca Grivet Brancot, Martino Pellion di Persano;
Sound designer:
Vito Martinelli;
Fonico di presa diretta:
Sonia Portoghese;
Documentazione e interviste:
Paola Ceriotti.
Intervistati:
Ugo Nespolo, Stefania Belmondo, Gian Paolo Caprettini, Stefano Della Casa, Silvio
Destefanis, Gillo Dorfles, Maurizio Ferraris, Gino Gentile, Mark Kostabi, Marcello Levi, Massimo
Pellegrini, Angelo Pezzana, Arturo Schwarz, Marco Silombria, Marisa Vescovo.
Con la partecipazione di
Piero Chiambretti e Vittorio Sgarbi.
origine: Italia, 2009;
durata: 49’.
Postproduzione effettuata presso il Laboratorio Multimediale "G.Quazza" della Facoltà di
Scienze della Formazione dell'Università di Torino e Movie and Arts.
Girato a Torino, Biella, Capri, Castellamonte, Firenze, Guarene, Mantova, Rivoli, San Benedetto
del Tronto, Venezia tra il settembre 2008 e il marzo 2009.
SINOSSI
Il film racconta l’arte di Ugo Nespolo inserendola all’interno di un percorso storico, biografico e
artistico della persona e della storia dell’arte del ’900. Come dipanando una tela, gli autori indagano i
rapporti con le avanguardie (il futurismo prima di tutto), con gli altri artisti (da Man Ray ai Mark
Kostabi), con il cinema (i famosi “film d’artista”) e il teatro, fino alla discussa scelta da parte di Nespolo
di liberarsi dalle maglie dell’arte museale per prestare il suo talento alla pubblicità, ai giornali, agli enti
pubblici e privati. Attraverso questa indagine emerge quindi anche il Nespolo privato, accanto a quello
più conosciuto, provocatore e attento partecipante del dibattito sul ruolo e il destino dell’arte
contemporanea.
PRESENTAZIONE
Il film è un’indagine stilistica e non storiografica sull’artista rapportato al proprio tempo e all’ambiente
che lo circonda, compreso il mondo di artisti a lui contemporanei o coi quali negli anni ha sviluppato un
rapporto personale, intellettuale o di affinità lavorativa.
Attraverso una serie di interviste con questi ultimi, integrate da commenti personali di critici,
professori universitari e collezionisti, l’intenzione è stata quella di costituire un panorama eterogeneo,
frammentario ed univoco allo stesso tempo, così come lo stile dello stesso Nespolo.
Accanto alle interviste si intervallano riprese in reportage di eventi in divenire, durante la lavorazione
(inaugurazioni, convegni, consegna di premi), e riprese dedicate al lavoro individuale dell’artista,
momenti di lavoro personale, passaggi del lavoro con l’equipe, e naturalmente una selezione di opere
pubbliche o esposte in musei riprese in alcuni casi alla presenza dello stesso Nespolo.
Completano il quadro alcuni spezzoni della sua produzione cinematografica, che oltre a presentarsi come
un ulteriore tassello del percorso artistico di Nespolo, funzionano al contempo come documento del
clima culturale di Torino dagli anni Sessanta a oggi.
Il set principale del film è lo studio dello stesso Nespolo e la Mole Antonelliana nel periodo in cui il
Museo del Cinema ha ospitato la personale dedicata all’artista, nell’estate del 2008.
Le interviste e riprese delle opere sono inoltre corredate ed inframmezzate da immagini di backstage
realizzate in sei mesi di stretta frequentazione dell’artista. La contaminazione tra la cifra
cinematografica del documentario e quella più immediata del reportage è resa soprattutto attraverso il
contrasto tra le riprese in mini-DV (backstage e reportage) e quelle in HD (momenti più strutturati,
interviste, riprese delle opere).
Rifiutando la voice over, il documentario si presenta composto non diversamente dai quadri a puzzle
dello stesso Nespolo. Accostando diversi tipi di approcci, il film ottiene un’unitarietà passando
attraverso la frammentazione e la discontinuità. Ogni tassello è indipendente, ma accostato agli altri
crea ulteriore significato. Senza pretese di esaustività (la produzione di Nespolo è immensa) si cerca di
offrire delle chiavi di lettura di uno degli artisti italiani più amati e criticati allo stesso tempo.
Il lavoro si rivolge alla più ampia distribuzione possibile, tanto al pubblico di semplici appassionati
quanto vuole configurarsi d’interesse artistico per gli esperti del settore, non solo per curiosità od
originalità. Si presuppone di dare un’analisi e una riscoperta che generi a sua volta domande e dialogo,
riflessione sull’artista, sull’uomo, sul rapporto che ancora esso può avere nei confronti della
contemporaneità.
BIOGRAFIE DEGLI AUTORI
Luca Grivet Brancot (Torino, 1980) è assistente alla regia, aiuto regista cinematografico e
pubblicitario e autore di numerosi backstage. Ha lavorato con Dario Argento e Davide Ferrario. + o – x
Nespolo è il suo primo documentario.
Matteo Pollone (Torino, 1981) è dottorando presso il DAMS di Torino e autore di monografie e saggi di
argomento cinematografico, tra i quali un volume dedicato ai western del regista Anthony Mann, edito
da Le Mani.
Vittorio Sclaverani (Torino, 1981) è un organizzatore culturale che collabora con l'Associazione Museo
Nazionale del Cinema e la rete europea Nisi-Masa; co-dirige il festival cinematografico Piemonte Movie
e il Festival A. F. Lavagnino - Sezione Cinema di Gavi.
Caterina Taricano (Torino, 1978) è giornalista, autrice e sceneggiatrice. Ha collaborato a «L’Unità» e
scrive su «FilmTv», e «Il corriere dell’Arte», occupandosi di cinema e arte. Collabora inoltre con il
Museo Nazionale del Cinema di Torino. Con Matteo Pollone ha scritto il Castoro dedicato a Neil Jordan.
BIOGRAFIA DI UGO NESPOLO
Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è
laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta,
alla Pop Art, ai futuri concettuali e pokeristi. Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua
produzione si caratterizza subito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale
senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica.
Negli anni Settanta Nespolo si appropria di un secondo mezzo di espressione, il cinema: in particolare
quello sperimentale, d’artista. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a
Michelangelo Pistoletto. Gli anni Settanta rappresentano per Nespolo un passaggio fondamentale: vince
il premio Bolaffi (1974), realizza il Museo (1975-’76), quadro di dieci metri di
lunghezza che segna l’inizio di una vena mai esaurita di rilettura-scomposizione-reinvenzione dell’arte
altrui. L’opera viene esposta per la prima volta nel 1976 al Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di
Livorno. Negli anni Settanta inizia anche la sperimentazione con tecniche (ricamo, intarsio) e materiali
inconsueti (alabastro, ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento).
Gli anni Ottanta rappresentano il cuore del “periodo americano”: Ugo Nespolo trascorre parte dell’anno
negli States e le strade, le vetrine, i venditori di hamburger di New York diventano i protagonisti dei
suoi quadri. In questi anni si accumulano anche le esperienze nel settore dell’arte applicata: Nespolo è
fedele al dettato delle avanguardie storiche di “portare l’arte nella vita” ed è convinto che l’artista
contemporaneo debba varcare i confini dello specifico assegnato dai luoghi comuni tardoromantici. Lo
testimoniano i numerosi manifesti realizzati per esposizioni ed avvenimenti vari, i calendari, le
scenografie teatrali, le videosigle Rai.
Negli anni Novanta la sperimentazione di Nespolo continua con la ceramica e il vetro, e non si arrestano
le numerose collaborazioni con enti pubblici e privati. Nel 1998 realizza il celebre monumento “Lavorare,
Lavorare, Lavorare, preferisco il rumore del mare” per la città di San Benedetto del Tronto.
Negli anni Duemila Nespolo ritorna felicemente al cinema con FILM/A/TO, interpretato da Edoardo
Sanguineti. È l’inizio di una nuova ininterrotta produzione di film, con cui Nespolo documenta anche le
numerose iniziative ed esposizioni che lo vedono presente in tutto il mondo. Nel 2002 viene nominato
consulente e coordinatore delle comunicazioni artistiche nelle stazioni della Metropolitana di Torino,
mentre per il 53° Festival Puccini la Fondazione del Festival Pucciniano affida a Nespolo l’ideazione e
realizzazione di scenografie e costumi della “Madama Butterfly”. Del 2009 è la grande mostra “Ritorno
a casa”: dopo aver esposto in ogni continente e nei musei più prestigiosi del mondo, Nespolo torna
appunto a casa, riassumendo la sua produzione a Biella.
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