Proiezioni "Dopo mezzanotte" Piemonte Movie
Via Real Collegio 6
10024 MONCALIERI (TO)
piemontemovie@tiscali.it
Con ZOE' di Giuseppe Varlotta.


Iniziativa organizzata e promossa  dal
"Comitato Innamoratidella Cultura"

Proiezioni “Dopo mezzanotte”
presso il Cinema Romano (Galleria Subalpina – Torino)

Lorenzo Ventavoli, la Film Commission Torino Piemonte, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e l’Associzione Piemonte Movie aderiscono all’iniziativa promossa dal "Comitato Innamorati della Cultura” e partecipano alla giornata di eventi e iniziative del 14 febbraio con una proiezione straordinaria “dopo mezzanotte”, ad ingresso libero, presso il Cinema Romano, luogo simbolo della storia del cinema torinese e primo cinema d'essai d'Italia, nel segno di quanto portato avanti da anni per la promozione del buon cinema a tutto campo - il cinema d’autore, quello popolare e di genere, la fiction, il documentario, i classici e gli esordienti, ecc. - con una particolare attenzione al cinema che ha un rapporto diretto con Torino e il Piemonte e guarda allo stesso tempo alla dimensione internazionale.

Ecco dunque il “Il Divo” di Paolo Sorrentino, uno dei nuovi autori del cinema italiano più coraggioso e anticonvenzionale, premiato da critica e pubblico in Italia e ancora di più all’estero, originale e potente sul piano visivo come su quello del confronto con la storia, realizzato a Torino con il sostegno della Film Commission e la partecipazione di molti tecnici e professionisti locali; “Occhi che videro” di Daniele Segre, splendido ritratto di Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino, da uno dei maestri del documentario italiano; “Piemonte Stories”, “collana” di documentari brevi per raccontare il Piemonte all’estero in modo non consueto, attraverso piccole-grandi storie e personaggi, che è stata allo stesso tempo un’occasione di scoperta e formazione per una  nuova generazione di giovani film-makers….… e infine, con un ironico richiamo al 14 febbraio come il giorno di San Valentino, in pieno stile da “cult movie” di mezzanotte, ecco “Dellamorte Dellamore” di Michele Soavi, più apprezzato e premiato all’estero che in Italia, dal romanzo di Tiziano Sclavi, il creatore di “Dylan Dog”, con Rupert Everett (l’attore che ispirò anni prima le sembianza del personaggio) nei panni del custode del cimitero di una misteriosa cittadina della provincia italiana costretto ad affrontare un’epidemia di “morti viventi” – ma il vero incubo, come in tutti i migliori zombie movie, sono i vivi, gretti, meschini, benpensanti e violenti, chiusi in un piccolo mondo senza amore e senza prospettive: tra humour grottesco e malinconia, un buon esempio di film “di genere” che sotto le apparenze del divertimento fumettistico sembra abilmente raccontare (e anticipare) i rischi di un’Italia e un mondo che riduce o azzera gli spazi per il confronto, l’incontro, la memoria, la molteplicità e la diversità – insomma, che riduce o azzera la cultura. 

Il programma, in breve:

CINEMA ROMANO 1
- “Il Divo” (Italia/Francia, 2008, 110') di Paolo Sorrentino

CINEMA ROMANO 2
- “Dellamorte Dellamore” (Italia/Francia/Germania, 1994,) di Michele Soavi

CINEMA ROMANO 3
- “Occhi che videro” (Italia, 1989, 50') di Daniele Segre
- “Piemonte Stories” (Italia/Finlandia/Svizzera, 2006,) di AA.VV. coordinati da Matteo Bellizzi


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