Enti ed associazioni culturali della settima arte: consorziamoci! Solo così potremo affrontare la grande rivoluzione che travolgerà il mondo del cinema durante e dopo questa pandemia. Perché è chiaro a tutti che nulla sarà più come prima, in tutti i settori, ma senza dubbio sarà così in quello aggregativo.

Gli enti culturali e le strutture pubbliche e private che lavorano nell’ambito della settima arte devono imparare ad operare insieme, se vogliono continuare ad esistere ed essere utili. Per farlo, per superare i particolarismi e le diffidenze reciproche, hanno però bisogno di un garante super partes: la Regione Piemonte, attraverso il neonato Tavolo della cultura del settore cinematografico. Questo strumento di coordinamento – frutto degli Stati Generali della Cultura regionali e della conseguente nuova legge in questo ambito – ha fatto in tempo ad essere convocato per la prima volta il 6 febbraio, pochi giorni prima dello scoppio della pandemia. In esso si ritrovano alcuni dei principali enti attivi nel settore, tra gli altri: Anec-Agis, Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del cinema, Fondazione Crt, Compagnia di San Paolo e i rappresentanti di alcune realtà culturali, selezionate attraverso un bando pubblico. In buona sostanza ci sono tutti i rappresentanti della filiera cinematografica: produzione, distribuzione, fruizione e annesse attività culturali di supporto (festival, rassegne, eventi, etc.).

Da qui bisogna partire, a nostro parere, per adeguarci alle nuove sfide che ci aspettano. E bisogna farlo in fretta. Noi abbiamo due proposte concrete, già esposte a nome del Comitato Emergenza Cultura del Piemonte nella prima riunione del Tavolo:

  • Fare del Museo Nazionale del Cinema e della Film Commission Torino Piemonte i due enti di coordinamento di tutte le attività culturali cinematografiche sul territorio regionale. Questo permetterebbe di creare eventi ed iniziative in rete, che razionalizzino interventi e costi senza creare doppioni e dispersione di contributi. In buona sostanza i due enti strumentali di Regione e Città di Torino diventerebbero la cabina di regia di un futuro consorzio cinematografico regionale
  • Preparare al più presto un piano coordinato di interventi nel settore della cultura e delle attività cinematografiche, che tenga conto di tutta la filiera del settore: produzione, distribuzione, fruizione e attività culturali di supporto; da presentare all’Unione Europea per il nuovo piano di finanziamenti POR (Programma Operativo regionale) FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2021/2027

Sappiamo che non sarà un percorso semplice ma la strada è già tracciata. Gli strumenti per lavorare esistono già. Si tratta a questo punto di comprendere solo la gravità del momento e agire tempestivamente. Perché c’è il rischio concreto che nei prossimi mesi un intero settore venga spazzato via, con gravi conseguenze occupazionali, sociali e culturali.

Alessandro Gaido
Presidente Associazione Piemonte Movie

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